🌱 Parco Nazionale del Matese: ripensare lo sviluppo del territorio tra natura, comunità e visione condivisa.


Lo sviluppo di un territorio, soprattutto quando parliamo di un'area protetta come un Parco Nazionale, non può prescindere da un delicato equilibrio: valorizzare l’economia locale senza compromettere l’ambiente naturale che ne rappresenta il presupposto attuativo.

Le politiche territoriali che si concentrano su obiettivi di crescita economica fondati solo sulle ricchezze naturali sono estremamente errate in quanto la ricchezza di un luogo risiede tanto nelle sue risorse naturali quanto in quelle antropiche: cultura, tradizioni, comunità locali. 

Non è solo questione di “luogo geografico”, ma di un ecosistema sociale e culturale complesso, che deve essere ascoltato e coinvolto.


🌍 Il turismo tra opportunità e rischio

Nel caso di territori come quello del Matese, ad esempio, il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo. Ma attenzione: se non ben gestito, può diventare una minaccia. Infatti, il turismo genera:

  • Esternalità economiche: sfruttamento eccessivo delle risorse;

  • Esternalità sociali: conflitti con la popolazione residente;

  • Esternalità finanziarie: aumento dei prezzi al consumo.

La chiave sta nel capire quanta pressione può sostenere il territorio, ovvero qual è la sua capacità di carico turistica. Solo in questo modo si può costruire un’offerta equilibrata, che rispetti i limiti ambientali e sociali.


🧭 Verso un nuovo modello di sviluppo

Occorre quindi superare l’idea dello sviluppo come somma di iniziative individuali

Serve una visione strategica condivisa, in cui gli enti pubblici guidano il cambiamento, aiutando le comunità a riconoscere il proprio potenziale e a contribuire attivamente allo sviluppo.

Questo significa:

  • conoscere a fondo le risorse reali e potenziali del territorio;

  • coinvolgere gli stakeholder locali, a partire dai cittadini;

  • superare logiche di breve periodo e guardare al benessere collettivo e duraturo.


🧱 I quattro pilastri dello sviluppo locale

Uno sviluppo sostenibile e duraturo si fonda su una combinazione armonica di fattori:

1. Contesto sociale

Lo sviluppo parte dalle persone. Serve una comunità attiva, pronta a farsi promotrice del cambiamento. Senza coinvolgimento locale, non c’è radicamento né futuro.

2. Valori territoriali

Ogni territorio ha una sua unicità: che siano i borghi storici, le tradizioni gastronomiche o il paesaggio naturale, questi elementi sono ciò che lo rendono speciale e attrattivo. Proteggerli è il primo passo per valorizzarli.

3. Substrato culturale

Il capitale umano, fatto di conoscenze, esperienze e competenze, è una risorsa spesso invisibile ma fondamentale. La cultura locale può essere il motore per nuove idee e nuovi modelli di sviluppo.

4. Supporto istituzionale

Le istituzioni locali giocano un ruolo fondamentale. Esse devono creare le condizioni per lo sviluppo: infrastrutture, servizi, promozione, ma anche una governance capace di ascoltare e coordinare

Senza una guida pubblica forte, il potenziale rimane inespresso.

Il Parco del Matese, come tanti altri territori ricchi ma fragili, può diventare un laboratorio di buone pratiche, un esempio di come si possa crescere senza consumare, coinvolgere senza escludere, progettare senza improvvisare. Il tutto, però, solo se si è in grado di mettere al centro le comunità locali e non la burocrazia cieca e spesso incapace di governare i fenomeni.

Il comunicato stampa di istituzione del Parco👇👇👇👇👇👇👇

https://www.mase.gov.it/comunicati/aree-protette-decreto-pichetto-nasce-il-25mo-parco-e-quello-del-matese

Commenti

  1. Il territorio costituisce un patrimonio di risorse e competenze necessarie e indispensabili all’impresa, un sistema di opportunità strategiche e fonti di vantaggi competitivi esclusivi e difficilmente imitabili, nonché il “fondamentale scenario in cui le imprese interagiscono e competono per assicurarsi la sopravvivenza e la crescita.”
    “Il territorio, non è più il contorno dell’impresa, cioè un fattore oggettivo ed esterno, ma è una forza attiva, che entra a comporre le caratteristiche dell’impresa e che ne condiziona il modo di operare”.
    La competizione dinamica in atto nei sistemi economici moderni, che modifica le caratteristiche strutturali dei sistemi d’impresa, non solo nei rapporti tra imprese ma anche in relazione al territorio per divenire competizione tra sistemi territoriali, conduce ad intendere “il territorio come un sistema dinamico, vivente e unico” .
    Non è più rappresentabile quale insieme di fenomeni, eventi esterni e dati strutturali non controllabili dall’impresa ma capaci di condizionarne l’esistenza e il successo; gli attori territoriali diventano soggetti interni e non esterni ad esso e, tra essi le imprese assumono il ruolo di forze di sviluppo.

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  2. La dimensione territoriale è determinante nell’accrescimento e nella trasmissione di quella parte di conoscenza tacita che è tipica dell’imparare facendo che nelle comunità di mestiere e nei mercati professionali del lavoro locale trova delle preziose terre di coltura, un humus appropriato in cui svilupparsi e crescere.
    Il territorio costituisce un’opportunità importante nella realizzazione di vantaggi competitivi , lo conferma il fatto che grandi imprese e multinazionali stanno investendo sui territori secondo intensità fino a poco tempo fa impensabili.
    Il territorio è innanzitutto sede di “omogeneità” e “sintonie”. Sembra opportuno evidenziarne almeno tre: omogeneità “fisiche”, omogeneità di presenza antropica, omogeneità storico-culturali.
    L’associazione tra luoghi, ambiente naturale, microclima e gusto, profumo, qualità organolettiche, genuinità di taluni prodotti, frutto delle caratteristiche chimiche, fisiche della terra mista all’arte e alla sapienza antica dell’uomo che la lavora, riconosce che la provenienza da un certo territorio accomuna elementi eterogenei che concorrono a dare connotazioni uniche per la loro capacità di creare valore aggiunto alla somma di tali elementi.
    Scoprire la vera magia di un paesaggio che cambia di collina in collina, il variare delle stagioni e con queste i colori, i sapori, gli odori della terra è una suggestione che incanta gli occhi e affranca lo spirito ed esprime compiutamente come la ricchezza e bellezza del territorio fisico, con le proprie delimitazioni geografiche, orografiche, il paesaggio possa rappresentare una base relativamente oggettiva di riferimento nella delineazione e definizione di “spazi” ed “aree” abbastanza omogenee.
    Il territorio è la relazione/interazione che i fattori naturali ed umani hanno spesso solo potenzialmente e che induce delle caratteristiche particolari al prodotto che ne è l’espressione.
    I fattori naturali ed umani rappresentano sia “fattori produttivi” essenziali e scarsi (acqua, terra, elementi agronomici fondamentali ecc.) sia, in una vasta accezione, fattori di benessere sociale (qualità dell’ambiente, gradevolezza del paesaggio ecc., quest’ultimo aspetto di particolare rilevanza e valore per la sua evidente sinergia con i modelli e le opportunità di fruizione turistici), ma con essi intervengono metodi di produzione e il rispetto di disciplinari produttivi sottolineando come anche l’aspetto antropico ed una cultura tecnologico-produttiva sia caratterizzante dei prodotti che in certe zone raggiungono elevati livelli di eccellenza qualitativa, non fosse altro per la fortissima azione esercitata dall’ambiente in senso lato, fattori incapaci di fornire risultati comparabili se coltivati in luoghi diversi da quelli che li hanno plasmati per millenni.

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  3. Le risorse immateriali rappresentano una parte consistente del patrimonio dell’impresa, ma ancor più delle economie locali, esse costituiscono il capitale simbolico, ossia l’insieme di simboli il cui utilizzo e possesso consente di influenzare l’azione di altri soggetti, il capitale culturale, ossia valori e conoscenze sedimentate in un’organizzazione o in un territorio, il capitale sociale, ossia l’insieme di relazioni sociali consolidate che facilitano il coordinamento e la cooperazione tra i soggetti.

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  4. In un'ottica sistemica il territorio diviene un’opportunità e va visto in maniera più integrale ed integrata; ad esempio:
    • come luogo omogeneo in cui possono coesistere forme produttive tradizionali con tecnologie e processi innovativi purché appropriati e assolutamente mirati (“mild tecnologies”, tecnologie “dolci”);
    • come area di produzione di prodotti di elevato livello qualitativo e di ampio significato storico-simbolico, altrimenti detti “tipici”;
    • come luogo di prevalente presenza di forme sociali e di organizzazione di vita molto consolidate e classificabili come tradizionali ma che svolgono anche la funzione di salvaguardia del sistema territoriale e di difesa e ricostruzione del paesaggio, anch’esso banalizzato dalla pervasività degli stereotipi imposti in passato.

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  5. IL marketing del territorio costituisce una via obbligata per governare nel modo migliore lo sviluppo locale e attribuisce ad esso quattro funzioni fondamentali:
    • rafforzare il tessuto economico esistente;
    • supportare lo sviluppo di nuova imprenditorialità nel territorio;
    • svolgere attività che rendano attrattivo il territorio per gli utenti potenziali;
    • promuovere sul territorio il trasferimento di conoscenze dalle università e dalle imprese leader a tutto il tessuto produttivo locale.
    Non si tratta solo di attività di promozione verso l’esterno, ma di attività di potenziamento, sviluppo, sensibilizzazione di tutti gli attori del territorio; in questo senso il marketing territoriale contribuisce a creare l’identità del territorio, mettendo in evidenza le caratteristiche centrali, durevoli, distintive del territorio.

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