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Oltre il turismo: il futuro dei borghi dipende da chi li abita

"Un borgo non è un prodotto turistico. È una comunità. E solo se la comunità continua a vivere, il borgo continuerà ad avere valore." Negli ultimi anni il turismo è stato spesso indicato come la chiave per rilanciare i borghi italiani. È certamente una risorsa importante, ma c'è un rischio: trasformarlo da strumento di sviluppo a obiettivo finale. Quando questo accade, si perde di vista un principio fondamentale:  la vera ricchezza di un borgo non sono i turisti, ma gli abitanti . Sono i residenti a tenere aperte le scuole, le botteghe, i servizi e le associazioni. Sono loro a custodire le tradizioni, i saperi e l'identità dei luoghi. Un borgo senza comunità può conservare il suo fascino architettonico, ma perde la sua autenticità. E senza autenticità, anche il suo valore turistico è destinato a diminuire. La ricerca sul fenomeno dell' overtourism  mostra chiaramente che esiste un limite oltre il quale il turismo produce più costi che benefici. L'aumento incon...

La sostenibilità oltre la retorica: perché oggi la fiducia vale più dei claim ambientali

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Per molti anni la comunicazione della sostenibilità è stata considerata uno strumento capace di rafforzare il posizionamento competitivo delle imprese. Oggi, però, lo scenario appare profondamente cambiato. Il tema ambientale continua a occupare un posto centrale nelle strategie aziendali, ma il modo in cui viene comunicato incontra una crescente diffidenza da parte dei cittadini. Non si tratta di un paradosso. Al contrario, è il segnale di una maturazione del mercato. I consumatori non stanno abbandonando la sostenibilità; stanno diventando più competenti, più selettivi e soprattutto meno disposti ad accettare affermazioni prive di riscontri oggettivi. Il Sustainability Study 2026 realizzato da Ffind mostra con chiarezza questa trasformazione. Oltre tre italiani su quattro ritengono poco credibili i messaggi delle aziende in materia di sostenibilità, una percentuale che colloca il nostro Paese tra quelli europei con il più elevato livello di scetticismo. È un dato che merita attenzion...

Comunità energetiche rinnovabili: dalla promessa partecipativa alla prova dell’attuazione.

Abstract Le comunità energetiche rinnovabili (CER) rappresentano una delle innovazioni istituzionali più significative della transizione energetica europea, in quanto combinano produzione decentralizzata di energia, partecipazione territoriale e sostenibilità sociale. A partire dai recenti sviluppi delle misure finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il contributo analizza il passaggio delle CER dalla fase sperimentale a quella di implementazione operativa. L'articolo esamina la trasformazione degli strumenti di sostegno pubblico, il ruolo delle comunità energetiche nella rigenerazione territoriale e il loro contributo alle dimensioni ambientale, sociale e di governance (ESG). Vengono inoltre discussi i principali fattori critici legati alla capacità istituzionale, alla qualità della governance e all'inclusione dei soggetti vulnerabili. L'analisi sostiene che le CER costituiscono non soltanto uno strumento di decarbonizzazione, ma anche un laboratorio...

Overtourism in Costiera Amafiana

In Costiera Amalfitana, ma non solo, da qualche anno si materializza con puntuale ciclicità l'annoso fenomeno dell’overtourism, una delle manifestazioni più evidenti delle tensioni tra sviluppo economico e sostenibilità territoriale. In questo senso, la Costiera Amalfitana, in  Campania , costituisce un caso paradigmatico: un territorio di straordinario valore paesaggistico e culturale, ma al contempo estremamente fragile sotto il profilo ecologico e infrastrutturale. Quando si parla di overtourism, è importante chiarire che non si tratta semplicemente di un eccesso numerico di visitatori. Piuttosto, il fenomeno va interpretato come uno squilibrio tra la pressione antropica esercitata dai flussi turistici e la capacità del territorio di assorbirla senza compromettere le proprie risorse. In località come  Positano ,  Amalfi  e  Ravello , tale squilibrio emerge con particolare evidenza durante i mesi estivi, quando la concentrazione dei visitatori raggiunge livell...

Relativismo, assolutismo e pluralismo nella sostenibilità

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U n tema centrale, quanto si parla di sostenibilità è legato al concetto stesso di “sostenibile”; in questo senso, la domanda da porsi è se sia possibile parlare di una nozione universale di sostenibilità o esistano interpretazioni culturalmente e storicamente diverse determinate sulla base di elementi sociali, etici, culturali, locali e legislativi specifici. Da una analisi approfondita emergono tre possibili prospettive principali. Prospettiva relativista: la sostenibilità è un concetto modellato da contesti storici, geografici e culturali. Non esiste un significato univoco, ma un ventaglio di accezioni che riflettono priorità economiche, identità collettive e regimi di conoscenza locali. Saperi indigeni, pratiche contadine, tecnoscienze e strumenti economici generano configurazioni diverse di ciò che è considerato “sostenibile”. Questa prospettiva comporta il fatto che se i fini della sostenibilità variano, le politiche devono essere disegnate attraverso processi deliberativi sensib...

Lavoro dignitoso e transizione giusta

Se potessimo riassumere la transizione ecologica con una sola parola, essa sarebbe: lavoro. Perché la transizione è, prima di tutto, una trasformazione dei  modi in cui produciamo, distribuiamo, ci spostiamo, abitiamo, coltiviamo  etc.; e tutto ciò passa attraverso il lavoro. Il rischio più grande è pensare alla transizione come ad una sostituzione tecnica, dal fossile al rinnovabile, senza considerare la dimensione umana. Tuttavia una trasformazione, di qualsivoglia tipo, che produce nuovi vincitori e nuovi vinti, che lascia comunità intere senza prospettive, che spinge persone già vulnerabili verso precarietà o marginalità, non è una transizione sostenibile ma è semplicemente riconfigurazione del conflitto. Per questo la nozione di transizione giusta è diventata centrale nelle agende internazionali. Le  Guidelines for a just transition  dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) lo dicono con sobrietà istituzionale ma con una portata sociale netta: l’azion...

SETTE PRINCIPI ETICI PER LA SOSTENIBILITÀ

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La sostenibilità indica “come” operare con coerenza attraverso i principi etici che spiegano “perché” farlo e fino a che punto spingersi quando emergono dilemmi. L’equità intergenerazionale è il filo continuo della nostra esistenza: non siamo proprietari del futuro, siamo amministratori temporanei di condizioni che altri erediteranno. La qualità delle nostre decisioni si misura anche dalla libertà di scelta che lasciamo a chi verrà dopo, non solo dai risultati che otteniamo oggi. Per trasformare questa idea in pratica serve un’etica capace di uscire dal generico e di incidere nella progettazione quotidiana. Un primo principio è la responsabilità come dovere di prevedere e prevenire . Molte scelte producono effetti che maturano lentamente: erosione di suoli, riduzione di biodiversità, pressione sui bacini idrici, accumulo di emis sioni, precarizzazione sistemica, dipendenze logistiche o informatiche che   crescono silenziose. L’etica operativa impone di considerare questi effetti ne...