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Overtourism in Costiera Amafiana

In Costiera Amalfitana, ma non solo, da qualche anno si materializza con puntuale ciclicità l'annoso fenomeno dell’overtourism, una delle manifestazioni più evidenti delle tensioni tra sviluppo economico e sostenibilità territoriale. In questo senso, la Costiera Amalfitana, in  Campania , costituisce un caso paradigmatico: un territorio di straordinario valore paesaggistico e culturale, ma al contempo estremamente fragile sotto il profilo ecologico e infrastrutturale. Quando si parla di overtourism, è importante chiarire che non si tratta semplicemente di un eccesso numerico di visitatori. Piuttosto, il fenomeno va interpretato come uno squilibrio tra la pressione antropica esercitata dai flussi turistici e la capacità del territorio di assorbirla senza compromettere le proprie risorse. In località come  Positano ,  Amalfi  e  Ravello , tale squilibrio emerge con particolare evidenza durante i mesi estivi, quando la concentrazione dei visitatori raggiunge livell...

Relativismo, assolutismo e pluralismo nella sostenibilità

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U n tema centrale, quanto si parla di sostenibilità è legato al concetto stesso di “sostenibile”; in questo senso, la domanda da porsi è se sia possibile parlare di una nozione universale di sostenibilità o esistano interpretazioni culturalmente e storicamente diverse determinate sulla base di elementi sociali, etici, culturali, locali e legislativi specifici. Da una analisi approfondita emergono tre possibili prospettive principali. Prospettiva relativista: la sostenibilità è un concetto modellato da contesti storici, geografici e culturali. Non esiste un significato univoco, ma un ventaglio di accezioni che riflettono priorità economiche, identità collettive e regimi di conoscenza locali. Saperi indigeni, pratiche contadine, tecnoscienze e strumenti economici generano configurazioni diverse di ciò che è considerato “sostenibile”. Questa prospettiva comporta il fatto che se i fini della sostenibilità variano, le politiche devono essere disegnate attraverso processi deliberativi sensib...

Lavoro dignitoso e transizione giusta

Se potessimo riassumere la transizione ecologica con una sola parola, essa sarebbe: lavoro. Perché la transizione è, prima di tutto, una trasformazione dei  modi in cui produciamo, distribuiamo, ci spostiamo, abitiamo, coltiviamo  etc.; e tutto ciò passa attraverso il lavoro. Il rischio più grande è pensare alla transizione come ad una sostituzione tecnica, dal fossile al rinnovabile, senza considerare la dimensione umana. Tuttavia una trasformazione, di qualsivoglia tipo, che produce nuovi vincitori e nuovi vinti, che lascia comunità intere senza prospettive, che spinge persone già vulnerabili verso precarietà o marginalità, non è una transizione sostenibile ma è semplicemente riconfigurazione del conflitto. Per questo la nozione di transizione giusta è diventata centrale nelle agende internazionali. Le  Guidelines for a just transition  dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) lo dicono con sobrietà istituzionale ma con una portata sociale netta: l’azion...

SETTE PRINCIPI ETICI PER LA SOSTENIBILITÀ

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La sostenibilità indica “come” operare con coerenza attraverso i principi etici che spiegano “perché” farlo e fino a che punto spingersi quando emergono dilemmi. L’equità intergenerazionale è il filo continuo della nostra esistenza: non siamo proprietari del futuro, siamo amministratori temporanei di condizioni che altri erediteranno. La qualità delle nostre decisioni si misura anche dalla libertà di scelta che lasciamo a chi verrà dopo, non solo dai risultati che otteniamo oggi. Per trasformare questa idea in pratica serve un’etica capace di uscire dal generico e di incidere nella progettazione quotidiana. Un primo principio è la responsabilità come dovere di prevedere e prevenire . Molte scelte producono effetti che maturano lentamente: erosione di suoli, riduzione di biodiversità, pressione sui bacini idrici, accumulo di emis sioni, precarizzazione sistemica, dipendenze logistiche o informatiche che   crescono silenziose. L’etica operativa impone di considerare questi effetti ne...

EFFETTO ROSENTHAL ED EFFETTO GOLEM

Nel campo della negoziazione, le aspettative rappresentano una variabile spesso implicita ma profondamente influente nella dinamica delle interazioni. Oltre agli interessi in gioco, alle risorse disponibili e alle strategie adottate, il modo in cui i negoziatori percepiscono la controparte e anticipano il suo comportamento contribuisce in maniera significativa a orientare il processo negoziale. In questo contesto, la letteratura psicologica ha individuato due fenomeni particolarmente rilevanti: l’ effetto Rosenthal  (o effetto Pigmalione) e il suo corrispettivo negativo, l’ effetto Golem . L’effetto Rosenthal prende il nome dallo psicologo sociale  Robert Rosenthal , che negli anni Sessanta condusse una serie di studi sull’influenza delle aspettative nei contesti educativi e sociali. In tali ricerche emerse come le aspettative positive formulate da una persona nei confronti di un’altra possano influenzarne concretamente il comportamento e le prestazioni. In altri termini, quan...

Il ruolo dei governi locali e delle città nello sviluppo sostenibile.

La transizione verso un’economia sostenibile non è solo una questione di normativa e di interventi da parte dello Stato centrale: assume un carattere   radicale e operativo proprio a livello locale , dove le politiche pubbliche, la pianificazione territoriale e le scelte finanziarie si concretizzano nella vita quotidiana dei cittadini. Governi locali, città metropolitane e regioni svolgono un ruolo   strategico e sempre più operativo   nella mobilitazione di risorse, nella gestione degli strumenti finanziari sostenibili e nell’implementazione di progetti che traducono gli impegni globali in azioni concrete sul territorio. Negli ultimi anni si è consolidato il riconoscimento del fatto che  i governi locali e le città sono attori chiave nella realizzazione degli obiettivi di sostenibilità . Non solo le città rappresentano oltre il 70 % delle emissioni globali di gas serra e consumano una quota importante delle risorse mondiali, ma esse sono anche   centri di innov...

Economia comportamentale come piattaforma dello sviluppo sostenibile: guidare le scelte, senza essere eroi.

Lo sviluppo sostenibile viene spesso presentato come un problema legato alla scarsità delle risorse, ai fallimenti di mercato o all’ insufficienza tecnologica. Si tratta di una lettura corretta, ma incompleta. Esiste, infatti, un livello più profondo, meno visibile e al tempo stesso decisivo: il livello delle decisioni quotidiane. Ogni acquisto, ogni scelta di consumo, ogni preferenza espressa sul mercato è un atto economico che, aggregato, determina traiettorie produttive, modelli industriali e impatti ambientali. In questo spazio quotidiano, apparentemente marginale, si gioca una parte sostanziale della transizione verso la sostenibilità; ed è qui che l’economia comportamentale emerge come vera e propria   piattaforma utile   per l’implementazione dello sviluppo sostenibile. L’economia comportamentale, infatti, nasce dalla constatazione empirica che gli individui non decidono solo in maniera razionale, come i modelli economici classici presuppongono, in quanto le scelte real...